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Nuove speranze per gli idonei dei concorsi della sanità calabrese. La novità stavolta - dopo una recente e analoga legge che ha riguardato coloro in lizza per un posto a tempo indeterminato - riguarda la selezioni per un’occupazione a termine nel comparto. Una proposta di legge firmata dalla consigliera regionale forzista Pasqualina Straface, punta ad allungare di 24 mesi le graduatorie in scadenza nel corso del 2025. Tale misura, almeno nelle intenzioni dei proponenti, si rende necessaria al fine di garantire continuità nell’attività assistenziale, riducendo il rischio di carenze di personale sanitario in un contesto caratterizzato da difficoltà di reclutamento e da una domanda crescente di servizi sanitari. Numerosi operatori, assunti con contratti a termine per far fronte alle esigenze straordinarie del sistema, rischiano infatti di non poter proseguire la propria attività lavorativa, con potenziali ripercussioni negative sulla tenuta della sanità in Calabria.
«La proposta di legge - spiega Straface, peraltro presidente della commissione Sanità in Consiglio - introduce una modifica all’articolo 1 della legge regionale n. 6/2025, estendendo la proroga prevista anche ai contratti a tempo determinato del personale sanitario. Nello specifico, si prevede l’inserimento di un’espressa disposizione che consenta agli Enti ed Aziende del Ssr di prorogare i contratti a termine attualmente in essere, in linea con le esigenze organizzative e assistenziali».
Il provvedimento è motivato non solo dalla necessità di salvaguardare il personale sanitario già formato e operativo, evitando il depauperamento delle risorse umane qualificate attualmente impiegate nel Ssr, ma anche di allineare la normativa regionale alle misure già adottate in altre Regioni, che hanno riconosciuto la necessità di prorogare i contratti a tempo determinato per far fronte alla persistente carenza di personale sanitario. «La proroga dei contratti a tempo determinato - aggiunge sempre Straface - non comporta un incremento della spesa rispetto a quanto già previsto per il personale attualmente in servizio, poiché si tratta di un’estensione temporale di rapporti di lavoro già finanziati nell’ambito dei bilanci delle Aziende sanitarie regionali. Inoltre, la continuità lavorativa del personale impiegato a tempo determinato consentirà di evitare ulteriori costi legati a nuovi processi di selezione e formazione del personale».
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