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Il mal dei trasporti è una delle piaghe della Sibaritide

Le presenze turistiche crescono lentamente rispetto alle potenzialità del territorio. In un anno i visitatori del Parco archeologico sono quintuplicati

La Sibaritide soffre il mal di trasporti. Un problema che viene inevitabilmente accentuato con l’avvicinarsi dell’estate. Si sa: lo sviluppo del turismo e agricolo, sono i due motori su cui si fonda l’economia di tutta l’area ed entrambi per poter sopravvivere e avere quello sviluppo che si sta programmando (e merita) ora c’è bisogno di un passo in più sul tema delle infrastrutture. Le premesse ci sono tutte: le eccellenze della Calabria, in particolare del Nord-Est e dello Jonio Cosentino, crescono sempre più e acquisiscono sempre più valore. Le presenze turistiche crescono (Cassano, ad esempio, è il primo comune calabrese per numero di posti letto e vacanzieri italiani), il vino acquisisce sempre più valore, il limone di Rocca ha sempre più importanza nei piatti della cucina italiana così come il riso di Sibari. Stesso discorso per i luoghi meta del turismo internazionale: la Sibaritide, terra di antiche meraviglie e ricchezze storiche, sta vivendo un momento di rinnovato interesse. Un esempio tra tutti: i visitatori stanno affluendo al Parco Archeologico e al Museo di Sibari in un numero senza precedenti, segnando un'epoca di crescita per il turismo culturale nella regione. Questa tendenza non solo promette di ravvivare l'economia locale, ma anche di offrire ai visitatori un'esperienza completa e coinvolgente.

 

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