Lunedì, 15 Agosto 2022
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IL RINVENIMENTO

Macabro ritrovamento a San Calogero, cadavere bruciato all’interno di un’auto

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Il fatto risalirebbe a qualche giorno fa, ma la notizia è trapelata soltanto ieri. Un’autovettura completamente distrutta dalle fiamme e con all’interno resti carbonizzati di una persona è stata ritrovata nelle campagne di San Calogero, territorio a cavallo tra le province di Vibo e Reggio. La notizia, in effetti, circolava in paese, ma ancora fatica a diventare di dominio pubblico. Se ne parla a mezza voce, ma nulla su cui poter basare qualcosa di certo. Peraltro, dagli ambienti investigativi non è trapelato alcunché per cui appare alquanto complicato squarciare l’alone di mistero che incombe sulla vicenda. Stante la mancanza di informazioni, appare anche impossibile avanzare ipotesi. Un gesto così violento, comunque, non poteva non generare preoccupazione anche perché le modalità poste in essere fanno inevitabilmente pensare ad un’azione della criminalità organizzata. In ogni caso, la vettura (una utilitaria) è stata ritrovata nella zona di Calimera, frazione di San Calogero, in un terreno vicino alla ferrovia. Di primo acchitto, le persone a conoscenza del brutto episodio stanno cercando di capire se a San Calogero o nei paesi vicini sia scomparso qualcuno. Ricerca questa che non pare abbia dato alcun risultato per cui il mistero si infittisce. Non è di facile lettura neppure l’assoluto riserbo con cui vengono portate avanti le indagini. La macchina data alla fiamme con qualcuno a bordo potrebbe, comunque, essere arrivata sul territorio sancalogerese anche da fuori zona. Per certo, l’intervento delle forze dell’ordine non è sfuggito ai residenti e alle macchine di passaggio anche perché, di norma, a fronte di un atto di estrema gravità come quello in questione, i vertici istituzionali si muovono a tutto campo nel tentativo di raccogliere ogni elemento utile a fare chiarezza. Al momento, restano in piedi tante domande e tanti dubbi, ma, evidentemente, ci sarà da aspettare prima di recuperare il bandolo della matassa. La cosa che si può escludere con certezza è che non pare ci sia alcun collegamento possibile tra il ritrovamento della macchina bruciata nelle campagne di Calimera e le attività di ricerca dispiegate nella mattinata di domenica scorsa lungo l’asta fluviale del Mesima.
Il fiume è stato sorvolato a lungo dagli elicotteri dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri col supporto, a terra, di uomini e mezzi. In tal caso, le ricerche erano collegate alla scomparsa di un 36enne della frazione Amato di Taurianova del quale non si hanno più notizie dallo scorso 27 dicembre. A coordinarle la stessa Prefettura di Reggio Calabria, nell’ambito del “Piano provinciale delle persone scomparse”, che ha impiegato nell’operazione, oltre ai militari delle forze dell’ordine, anche gli uomini della Protezione civile e dei Vigili del fuoco. Cosa abbia orientato le ricerche verso il fiume che segna il confine tra Vibonese e Reggino non è dato sapere. Per certo sono stati utilizzati anche i sommozzatori che hanno scandagliato in maniera minuziosa il letto del Mesima avvalendosi anche di droni di ultima generazione. Sull’esito del lavoro svolto non si sa ancora nulla.

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