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LA RICHIESTA

Morra mette la sanità calabrese sott’inchiesta: “Serve ispezione”

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Dopo la tragedia di Ginevra, il presidente della Commissione antimafia chiede l’intervento del ministro Speranza

La Calabria resta ancora intrappolata tra le pietre e la polvere di un contagio che lentamente arretra, senza, però, dare ancora l’impressione di darsi alla fuga. Del resto, l’ultimo report epidemiologico settimanale del Dipartimento Tutela della Salute ha rilevato un rialzo nel dato dell’incidenza cumulativa nella settimana tra il 28 gennaio e il 3 febbraio dopo una fase di discesa con un calo netto tra il 21 e il 27 gennaio. Intanto, la rivista Nature ha formalizzato dal punto di vista scientifico quello che era evidente da settimane nei bollettini e nei report ospedalieri. La variante Omicron ha costruito coni d’ombra diffondendosi proprio tra i più piccoli. Quel raschiare senza fine delle mutazioni hanno finito per piegare il sistema di difesa dei bebè che in passato aveva funzionato benissimo. Addirittura per ben tre volte la Calabria si è dovuta rivolgere all’ospedale “Bambino Gesù” di Roma, che è centro di riferimento dalla Capitale in giù per le patologie dei bambini. Due casi sono stati risolti, il terzo, purtroppo, ha avuto un epilogo infausto. La piccola Ginevra è tornata da Roma in una bara bianca. E il presidente della Commissione antimafia, Nicola Morra annuncia d’aver chiesto «al ministro Speranza di fare un’ispezione accurata per accertare i motivi che hanno reso necessario il trasferimento fuori regione della piccola Ginevra di Mesoraca».

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