Martedì, 27 Ottobre 2020
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PROCESSO "CAMALEONTE"

'Ndrangheta in Veneto, chieste condanne per 150 anni per i boss del clan Grande Aracri

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Chieste 34 condanne per complessivi 150 anni di reclusione ed una sola assoluzione. Ieri non ha fatto sconti il pm della Dda di Venezia Paola Tonini davanti al giudice per le udienze preliminari, Luca Marini, nel formulare le pene a carico degli esponenti della costola veneta del clan Grande Aracri di Cutro.

Associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alla falsa fatturazione ed al riciclaggio: è questa la contestazione che a vario titolo viene mossa agli imputati che hanno scelto di essere giudicati col rito abbreviato nel procedimento scaturito dall'inchiesta Camaleonte.

Il blitz, venuto alla luce il 12 marzo 2019 con l’esecuzione di ventisette arresti, il sequestro di beni per un valore di venti milioni di euro e cinquanta perquisizioni tra Treviso, Vicenza, Padova, Belluno, Rovigo, Reggio Emilia, Parma, Milano e Crotone, ha fatto luce sulle continue vessazione che gli esponenti ed i fiancheggiatori del clan cutrese avrebbero perpetrato ai danni delle aziende venete bisognose di liquidità.

Secondo la Procura antimafia il modus operandi del presunto sodalizio criminale, capeggiato dai fratelli Sergio e Michele Bolognino, era il seguente: i componenti della cosca avvicinavano gli imprenditori che si trovavano in difficoltà finanziaria per entrare nelle loro aziende attraverso dei prestiti, per poi avviare operazioni di riciclaggio. Le quali, in alcune circostanze, sarebbero avvenute anche con la connivenza degli stessi imprenditori veneti.

In sostanza, l’attività investigativa condotta dai carabinieri di Padova e dai finanzieri di Mirano ha dimostrato come la ‘ndrangheta con base a Cutro sia riuscita ad infiltrarsi nel tessuto economico del Veneto riciclando denaro proveniente dall’Emilia Romagna, con l’intento di fare delle società acquisite lo strumento per impiegare in modo apparentemente lecito il denaro derivante da attività criminali.

Queste le richieste avanzate dal pm Tonini: 1 anno, 11 mesi e 20 giorni per Idriz Ahmetaj; 3 anni per Adriano Biason; 5 anni e 2 mesi per Gaetano Blasco; 7 anni, 5 mesi e 10 giorni per Francesco Bolognino; 13 anni e 4 mesi per Michele Bolognino; 1 anno, 5 mesi e 23 giorni per Noemi Andrea Bolognino; 7 anni e 4 mesi per Antonio Brugnano; 3 anni e 8 mesi per Marco Carretti; 12 anni per Donato Agostino Clausi; 3 anni, 6 mesi e 20 giorni per Carmine Colacino; 2 anni, 7 mesi e 3 giorni per Angelino Crispino; 7 anni, 1 anno e 10 giorni per Tobia De Antoni; 2 anni, 7 mesi e 3 giorni per Giuseppe De Luca; 2 anni, 2 mesi e 20 giorni per Francesco Carmine Antonio Depasquale; 5 anni e 4 mesi per Rocco Devona; 8 anni per Vito Gianni Floro; 3 anni e 7 mesi per Giulio Giglio; assoluzione per non aver commesso il fatto di Alexandra Sabine innocenti; 4 anni per Salvatore Innocenti; 3 anni per Sergio Lonetti; 2 anni per Leonardo Lovo; 2 anni, 7 mesi e 3 giorni per Vincenzo Marchio; 3 anni e 9 mesi per Antonio Mazzei; 5 anni e 4 mesi per Mario Megna; 3 anni, 6 mesi e 20 giorni per Antonio Muto; 3 anni per Domenico Nardella; 2 anni, 4 mesi e 13 giorni per Salvatore Paolini; 10 anni per Giuseppe Richichi; 2 anni per Federico Schiavon; 3 anni per Francesco Scida; 2 anni, 8 mesi e 13 giorni per Pasquale Scida; 2 anni per Ilir Shala; 2 anni e 11 mesi per Sadik Shala; 7 anni, 3 mesi e 10 giorni per Mario Vulcano; infine, 2 anni per Loris Zaniolo.

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