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Perotti sostituito, riparte il cantiere dell’A3 sotto sequestro

 Nessun blocco dei cantieri del macrolotto dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria nel tratto compreso tra Laino Borgo e Campotenese. Lo afferma L’Anas, annunciando la sostituzione del direttore dei lavori, Stefano Perotti arrestato nell’ambito dell’indagine «Sistema» sulla corruzione nelle grandi opere (compresa, appunto, l’autostrada Salerno-Reggio Calabria), con l’ingegnere Mario Beomonte. La nomina di Beomonte «consente la prosecuzione dei lavori del cantiere, nel quale sono impegnati circa 800 addetti e che ha un avanzamento del 22 %», afferma Anas. Su richiesta della quale –si legge nella nota – il Contraente generale Italsarc, affidatario dei lavori di realizzazione del macrolotto dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, nel tratto compreso tra Laino Borgo e Campotenese, ha provveduto alla sostituzione del direttore dei lavori. Faceva parte del macrolotto fino a oggi sotto la responsabilità di Perotti anche il cantiere dove lo scorso 2 marzo è crollato il viadotto Italia causando la morte di un operaio, Adrian Miholca, 25 anni romeno. Per quell’incidente la procura di Castrovillari ha predisposto il sequestro del cantiere e attualmente le automobili e i mezzi pesanti sono dirottati su percorsi alternativi che comportano allungamenti di percorrenza di più di mezzora e per i mezzi pesanti di oltre un’ora. Sempre sull’A3 Perotti era direttore dei lavori di altri due macrolotti le cui opere però, fa sapere Anas, sono state ultimate. «Apprendiamo con soddisfazione della decisione dell’Anas di sbloccare il cantiere della A3 di Laino Borgo e della nomina da parte di Italsarc del nuovo direttore dei lavori. Una notizia importante, soprattutto per gli 800 lavoratori che ieri mattina avevano avuto la brutta sorpresa della momentanea sospensione dei lavori.» Lo afferma in una nota Dario Boni, segretario nazionale della Fillea Cgil. «Da quanto leggiamo sulla stampa – aggiunge Boni – sono molte le direzioni dei lavori di Perotti, quindi il problema della sua sostituzione si presenta in altri cantieri. Sulla Pedemontana, ad esempio, è stato sostituito nel giro di 24 ore e senza interrompere le attività del cantiere. Ci auguriamo che anche negli altri numerosi cantieri diretti dal professionista si proceda con questa pratica tempestiva ed indolore». Nella mattinata di ieri la stessa organizzazione sindacale aveva lanciato l’allarme per il destino degli 800 lavoratori – tra operai, impiegati e tecnici – impegnati nel cantiere “incriminato” che, a causa dello stop, sarebbero dovuti tornare a casa. Tale pericolo, per fortuna, alla fine è stato scongiurato. Resta, invece, l’allarme sicurezza che la Fillea aveva lanciato dopo l’incidente in cui aveva perso la vita l’operaio romeno.

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