Sabato, 22 Settembre 2018
CORIGLIANO

Agì da solo il feroce
assassino di Fabiana

fabiana luzzi, Calabria, Archivio

L’omicida che a Corigliano prima colpì con venti coltellate e, poi, bruciò viva, Fabiana Luzzi, agì in perfetta solitudine. L’ex fidanzato della studentessa, che confessò la paternità del delitto dopo essere finito in ospedale per le gravi ustioni riportate, aveva sempre escluso la partecipazione alla consumazione del crimine di altre persone. E le indagini condotte in questi mesi dai carabinieri del colonnello Francesco Ferace, hanno escluso la presenza di complici sulla scena e nelle fasi successive al barbaro omicidio. L’assassino, difeso dagli avvocati Giovanni e Aldo Zagarese, si trova rinchiuso nel carcere minorile di Torino. Alle dichiarazioni rilasciate dal giovane, prima ai carabinieri e poi, in più occasioni, ai magistrati, sono seguite articolate attività di riscontro che hanno consentito di escludere l’iniziale pista che lasciava pensare all’esistenza di complici. Il minore fece tutto da solo: prima accoltellò la ragazza e, poi, si procurò della benzina con l’intenzio - ne di distruggerne il cadavere. Quando, però, tornò sul posto per compiere la macabra operazione trovò Fabiana ancora viva ma non esitò a darle fuoco. Gl’investiga - tori dell’Arma, diretti dal tenente colonnello Vincenzo Franzese e dal capitano Paolo Rubbo hanno a lungo cercato il coltello usato dall’omicida che, però, non è stato ritrovato.

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