Venerdì, 21 Settembre 2018
ECONOMIA ILLEGALE

La 'ndrangheta fattura 53 miliardi
il 3,4% del PIL italiano

'ndrangheta fatturato, Calabria, Archivio
soldi

Nel 2012 il giro d'affari delle cosche della 'ndrangheta si è aggirato intorno ai 53 miliardi di euro, una cifra pari al 3,4% del Pil italiano, fermo a 1.566 miliardi. E' uno dei dati contenuto nel libro "L'impero della 'Ndrangheta'' scritto dalla parlamentare Dorina Bianchi e dall'economista Raffaele Rio. Il maggiore introito, secondo gli autori, è costituito dal traffico di stupefacenti che determinerebbe guadagni per 24.200 milioni. Viene poi il riciclaggio (19.600 mln), estorsioni e usura (2.900 mln), gli appalti pubblici (2.400 mln) e gioco d'azzardo (1.300 mln). Meno rilevanti i proventi dal traffico di armi (700 mln) e di rifiuti (670 mln), prostituzione (370 mln), contraffazione (330 mln) e immigrazione clandestina (130 mln). "La 'ndrangheta - spiegano Dorina Bianchi e Raffaele Rio - ha consolidato il suo protagonismo nel panorama internazionale disponendo di una smisurata liquidità economica che ha alimentato la sua strategia unica nel panorama criminale: da un lato, colonizzazione e naturale vocazione di organizzazione policentrica ed espansionistica e, dall'altro, asfissiante controllo delle comunità territoriali d'origine. Le 'ndrine sono riuscite ad infilarsi laddove si produce ricchezza, dove c'è denaro pubblico, penetrando ovunque, nei settori e nei mercati tradizionali ed emergenti. Ha saputo, con un protagonismo invisibile, trasformarsi in un micidiale impero criminale con ramificazioni in tutto il mondo e con uomini sparsi nelle posizioni più strategiche della politica, del tessuto economico e finanziario". Per la 'ndrangheta il settore più remunerativo è il traffico di stupefacenti. Quello di cocaina, in particolare, fornisce i maggiori guadagni per i rapporti consolidati che la 'ndrangheta è riuscita a stabilire con i cartelli dei narcotraffici colombiani. Le famiglie 'ndranghetiste sono considerate come le più affidabili per la capacità di gestione degli affari criminali, per la disponibilità di basi d'appoggio in Italia, Europa e tutto il mondo e per la ridotta permeabilità al fenomeno dei collaboratori di giustizia. Il riciclaggio rappresenta un moltiplicatore degli affari delle 'ndrine. L'utilizzo di fondi pubblici erogati dall'Ue, per gli autori, è sicuramente uno dei canali privilegiati di finanziamento e riciclaggio. In merito alle operazioni finanziarie sospette trattenute relativo al periodo 2007-2012, emerge che 'ndrangheta, cosa nostra e camorra rappresentano l'87,6% delle segnalazioni sottoposte ad ulteriori attività investigative in Italia. Nel mirino della Dna, su oltre 2 mila segnalazioni sospette in Calabria, principalmente enti creditizi, agenzie di affari in mediazione immobiliare, ragionieri, pubblica amministrazione e intermediari finanziari. È emerso anche il forte interesse della criminalità calabrese in vista di Expo 2015, posto che alcune aree dismesse sono avviate alla riqualificazione. Il marchio "Ndrangheta spa" allunga i suoi tentacoli anche sul gioco d'azzardo. Sale Bingo, lotterie, slot machine fanno tanto da generare profitti stimati in 1.300 milioni. (ANSA)

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