Mercoledì, 19 Settembre 2018
SCALEA

Le cimici galeotte
e il mazzettone
sui rifiuti

La mazzetta promessa e l’avvoca - to colluso. Sono due colonne portanti dell’operazione Plinius che all’alba di ieri ha cambiato il destino di Scalea. Il 12 luglio 2013 sarà sempre il giorno della vergogna. O dell’onore, dipende dai punti di vista.

LA MAZZETTA. La maxi tangente è legata all’appalto per i servizi di igiene ambientale e manutenzione straordinaria del territorio comunale. L’iter risale al maggio 2011 e secondo la ricostruzione della procura antimafia coinvolge i vertici del municipio oltre ai responsabili dell’associazione temporanea d’imprese (Ati) Avvenire srl e Balsebre Nicola, di Gioia del Colle, in provincia di Bari. Pasquale Basile nel suo ruolo di sindaco, Francesco Galiano quale assessore al commercio, Pierpaolo Barbarello come presidente della commissione giudicatrice, Antonino Amato e Antonio Forastieri in qualità di membri della commissione giudicatrice, tramite di Giuseppe Zito, Mario Nocito, Pietro Valente e Alvaro Sollazzo, avrebbero accettato la promessa d’una tangente da 500 mila euro (di cui sarebbe stato consegnato un acconto contestualmente all’accettazione della promessa), da parte di Francesco Paolo Pugliese, Nicola Franco Balsebre e Silvio Polignano, gerenti, di fatto, dell’Ati. In cambio politici e funzionari s’impegnavano a pilotare l’aggiudicazione del ricco appalto (aveva una base d’asta di 11,2 milioni di euro) agli imprenditori pugliesi. E per raggiunge l’obietti - vo avrebbero messo in pratica una serie di violazioni della legge.

Quattro pagine dedicate all'operazione sull'edizione di Cosenza

© Riproduzione riservata

TAG:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook