Giovedì, 20 Settembre 2018
S. GIOVANNI IN F.

Riaperte le indagini
sulla sparizione di Loria

loria, Calabria, Archivio

La foto è ben in vista negli uffici investigativi. E il volto sorridente non tradisce ansie e timori. È l’immagine consegnata ai carabinieri dai familiari. Un’immagine uguale a tante altre, tutte finite nella bacheca degli “scomparsi”. La bacheca del “non ritorno” –  la chiamano – che custodisce le facce di uomini e donne ingoiati dalla lupara bianca. Sorridono, appaiono felici, sono come i loro familiari li ricordano. Qualcuno ne ha oltraggiato i corpi, seppellendoli chissà dove, calpestando la pietà che pur si deve ai defunti. Qualcuno, esercitando un potere che a nessuno è concesso, ha calpestato il rispetto che si deve al dolore, privando madri, padri, sorelle, mogli della consolazione d’un sepolcro su cui piangere e pregare. Giuseppe Loria, operaio di San Giovanni in Fiore, svanì nel nulla che era poco più che un ragazzino. Scomparve il tre settembre del 2005, di sabato. Estraneo ad ambienti a rischio, venne lasciato da un conoscente davanti a un albergo cittadino. “Peppe” fece intendere che avrebbe dovuto incontrare un amico. Poi il vuoto.

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