Giovedì, 20 Settembre 2018
ROSSANO

Cadavere trovato avvolto
in un telo di plastica

di
cadavere in un sacco, rossano, Calabria, Archivio

Un telo di plastica verde, abbandonato sul greto d’un torrente. Un telo appesantito dall’acqua che l’ha sfiorato per ore nella sua lenta corsa verso il mare. È il freddo sarcofago di una sconosciuta. D’una giovane donna, di 25-30 anni, morta chissà dove e abbandonata, come si faceva un tempo con le carcasse degli animali, vicino un corso d’acqua. Sono stati i carabinieri della compagnia, impegnati nel solito giro di pattugliamento, ad accorgersi della presenza del cadavere. Le dita d’una mano della donna uscivano dal sacco quasi mimando una disperata richiesta di aiuto. I militari del capitano Francesco Panebianco, hanno subito allertato la centrale operativa chiedendo l’ausilio di altre unità. Così è subito scattato il sistema di allarme e pronto intervento, coordinato su scala provinciale dal colonnello Francesco Ferace, che prevede l’utilizzo dei reparti della sezione scientifica. Reparti prontamente inviati dal comandante del Nucleo operativo, il tenente colonnello Vincenzo Franzese, per espletare immediati rilievi sulla scena del ritrovamento. Il telo è stato rinvenuto lungo una strada interpoderale che partendo dallo stadio “Rizzo” raggiunge un campeggio, costeggiando il torrente “Colognati”. Il procuratore capo della Repubblica, Leonardo Leone de Castris, s’è recato personalmente sul posto per seguire tutta la evoluzione dei primi accertamenti. La donna, che aveva i capelli scuri, sarebbe stata assassinata a coltellate in un luogo diverso e poi trasportata, forse nascosta nel baule di un’autovettura, fin sul greto del corso d’acqua. Nella Sibaritide, secondo quanto verificato, non risultano scomparse, negli ultimi giorni, giovani donne. La circostanza lascia pensare che la vittima possa essere una straniera residente illegalmente sul territorio nazionale. Nell’area ionica del Cosentino è peraltro molto diffuso il fenomeno della prostituzione che coinvolge donne provenienti soprattutto dall’Est europeo e dall’Africa. Donne costrette a vendere il corpo da organizzazioni straniere (albanesi e romene) che le trattano alla stregua di oggetti. Le verifiche sul luogo del ritrovamento del cadavere sono andate avanti sino a tarda notte, grazie anche al supporto dei vigili del fuoco che hanno illuminato a giorno l’intera area. Oggi sarà conferito l’incarico per l’esecuzione dell’autopsia.

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