Lunedì, 24 Settembre 2018
'NDRANGHETA

Lunedì si ripeterà la
ricerca dei corpi del
triplice delitto

L'accertamento è stato disposto dalla corte d'assise di Torino, dove è in corso il processo a cinque imputati: era stato uno di loro, Rosario Marando, appartenente a una famiglia che secondo la procura è una delle protagoniste della criminalità calabrese in Piemonte, ad affermare, all'udienza di ieri, di conoscere il luogo in cui i cadaveri vennero fatti sparire, ma il sopralluogo che ne era subito seguito non aveva dato esito. "Loro sono lì - ha ripetuto oggi - Li ho sepolti io". Non ha detto di aver preso parte all'omicidio, ma solo di aver partecipato al seppellimento dei corpi. Durante l'udienza ha anche voluto sottolineare di "non essere un pentito o un collaboratore di giustizia": se ha parlato è solo per chiarire il suo coinvolgimento e per scagionare uno dei fratelli che sta scontando trent'anni di carcere per un delitto che non ha commesso. 

Marando non ha fatto i nomi degli autori del triplice delitto, ma ha indicato le quattro persone che aveva trovato sul posto in cui era stato chiamato per seppellire i cadaveri: di due di queste non si hanno più notizie da tempo, una terza è gravemente malata, l'ultima è in carcere. E' probabile che la procura aprirà degli accertamenti. Oggi, in aula, Marando ha spiegato che ieri non era riuscito a individuare il punto perché in sedici anni lo stato dei luoghi é molto cambiato, e ha consegnato ai giudici un suo disegno che riproduce la mappa della zona. Se la Corte riterrà veritiera la sua storia, Marando sarà assolto dall'accusa di omicidio: l'occultamento di cadavere, invece, è ormai prescritto. (ANSA).

© Riproduzione riservata

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