Giovedì, 20 Settembre 2018
CETRARO

Bimba morì in corsia,
due medici davanti al gup

Il procuratore di Paola, Bruno Giordano, ha chiesto – per la morte di una bambina cinese di cinque anni – il rinvio a giudizio di Franca Spinicelli e Anna Giardinelli, entrambe medici dell’ospedale di Cetraro, difese dagli avvocati Paolo Pisani, Enzo Belvedere, Franco Sammarco e Marco Amantea. Nel corso dell’udienza preliminare si sono costituite le parti civili i cui legali, Antonio Iaconetti e Annunziata Paese, hanno chiesto e ottenuto dal gup, Nicoletta Campanaro, l’autorizzazione a citare in giudizio, in qualità di responsabile civile, l’Azienda sanitaria provinciale. L’udienza è stata, quindi, aggiornata al 3 ottobre. Giardinelli e Spinicelli, che prestano servizio nell’ospedale di Cetraro, la prima come medico del pronto soccorso, l’altra come pediatra, sono accusate d’aver – come viene evidenziato dal procuratore del tribunale di Paola, nell’atto di rinvio a giudizio – provocato la morte di una bambina cinese. Secondo quanto sostiene l’accusa la colpa, per la Giardinelli (della quale inizialmente era stata richiesta l’archiviazione) sarebbe consistita in «imprudenza, imperizia e negligenza», in quanto – viene sottolineato dalla Procura paolana – non avrebbe provveduto a compiere accertamenti (attraverso indagini cliniche strumentali e di laboratorio) per la valutazione del caso clinico, ma si sarebbe limitata a chiedere la consulenza medica alla dottoressa Franca Spinicelli, la quale avrebbe compiuto, poi, una diagnosi non proprio esatta. Alla bambina, quindi, sarebbe stata prescritta una terapia famacologica domiciliare inefficace. Secondo la Procura paolana la dottoressa Anna Giardinelli non avendo, in particolare, approfondito l’indagine clinica e non avendo accertato le reali condizioni della piccola paziente si sarebbe uniformata alle indicazioni della pediatra e avrebbe disposto le dimissioni della bimba. Di conseguenza la broncopolmonite su base batterica (come avrebbero poi accertato le indagini medico legali disposte dal giudice) avrebbe subìto un ulteriore aggravamento. Circostanza che, secondo quanto avrebbero avuto modo d’accertare i periti, avrebbe determinato la morte della piccola paziente per arresto cardiocircolatorio da shock settico. In altre parole la bimba sarebbe stata uccisa da una polmonite durata una settimana. La bimba è morta all’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza dov’era stata trasferita d’urgenza. La vicenda ebbe inizio con un primo ricovero al pronto soccorso dell’ospedale di Cetraro dove dopo averla visitata, i medici – nonostante la bambina avesse febbre, tosse e coliche con episodi di vomito e dissenteria – la rimandarono a casa prescrivendole una normale terapia farmacologica. La cura, però, non ebbe il merito di migliorare le condizioni di salute della bimba, anzi. I genitori tornarono, quindi, al pronto soccorso dell’ospedale della cittadina dell’Alto Tirreno, dove i medici, stavolta, non solo ricoverarono la bambina ma dopo poco ne disposero il trasferimento d’urgenza nel reparto di Pediatria dell’Annunziata di Cosenza, dove successivamente è spirata.

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