Sabato, 22 Settembre 2018
PROCESSO MINOTAURO

'Ndrangheta, arrestato
latitante a Torino

'ndragheta, Calabria, Archivio

 

 I carabinieri della Compagnia di Susa (Torino) hanno arrestato Vincenzo Femia, 40 anni, ricercato da due anni per detenzione e traffico di droga. Il provvedimento rientra nella maxi-inchiesta Minotauro che aveva portato all'arresto di 149 affiliati alla 'ndrangheta nel giugno 2011. L'uomo si nascondeva in provincia di Torino. I militari hanno individuato l'uomo di fiducia del latitante che gli portava la spesa e gli movimentava i pizzini con cui comunicava con i familiari.
E' ripreso con l'interrogatorio del sindaco di Cirié Francesco Brizio Falletti di Castellazzo, in qualità di teste d'accusa, il processo Minotauro sulle presunte infiltrazioni della 'ndrangheta in provincia di Torino. Oggi e' prevista l'audizione di alcuni politici della zona, tra cui Fabrizio Bertot, ex sindaco di Rivarolo Canavese, comune sciolto per infiltrazioni mafiose. In aula, a porre le domande insieme ai pm, c'é anche il procuratore del capoluogo piemontese, Gian Carlo Caselli.

 I carabinieri della Compagnia di Susa (Torino) hanno arrestato Vincenzo Femia, 40 anni, ricercato da due anni per detenzione e traffico di droga. Il provvedimento rientra nella maxi-inchiesta Minotauro che aveva portato all'arresto di 149 affiliati alla 'ndrangheta nel giugno 2011. L'uomo si nascondeva in provincia di Torino. I militari hanno individuato l'uomo di fiducia del latitante che gli portava la spesa e gli movimentava i pizzini con cui comunicava con i familiari.

 

E' ripreso con l'interrogatorio del sindaco di Cirié Francesco Brizio Falletti di Castellazzo, in qualità di teste d'accusa, il processo Minotauro sulle presunte infiltrazioni della 'ndrangheta in provincia di Torino. Oggi e' prevista l'audizione di alcuni politici della zona, tra cui Fabrizio Bertot, ex sindaco di Rivarolo Canavese, comune sciolto per infiltrazioni mafiose. In aula, a porre le domande insieme ai pm, c'é anche il procuratore del capoluogo piemontese, Gian Carlo Caselli.

 

Sono stati i pizzini ai familiari e la spesa, che un suo fidato staffettista gli consegnava ogni giorno, a incastrare Vincenzo Femia. I carabinieri del Comando provinciale di Torino lo hanno arrestato dopo un appostamento di oltre un mese. A far scattare l'operazione dei militari dell'Arma sono state le segnalazioni di alcuni abitanti di Chianocco (Torino), insospettiti dalla presenza di quell'uomo, Gino Agostino di 43 anni, che andava e veniva da una casa apparentemente disabitata. Gli accertamenti nei suoi confronti hanno fatto emergere collegamenti con la criminalità organizzata. Da quel momento, i carabinieri non hanno più tolto gli occhi dal covo del latitante, controllato anche con telecamere. L'arresto, reso noto soltanto oggi, lo scorso 8 marzo, quando sentendosi ormai sicuro, Femia ha deciso di uscire di casa. Nell'abitazione sono state sequestrate due pistole, una Beretta e una Smith&Wesson. Una delle due aveva il colpo in canna. 

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