Mercoledì, 26 Settembre 2018
POLEMICHE

Scuola, in vacanza
solo per un mese?

scuola, vacanze, Calabria, Archivio, Cronaca

Solo un mese di chiusura estiva delle scuole: a provare a riproporre la misura per agevolare le famiglie e i genitori che lavorano è stato il gruppo di studio che sta mettendo a punto la proposta di riforma del mercato del lavoro che verrà proposta dalla lista Monti. Tra l'avvio della flexsecurity, la sperimentazione di contratti di lavoro più flessibili e le misure per agevolare l'occupazione di giovani e donne c'era anche questa misura in una bozza di lavoro uscita dall'ultima riunione di sabato, del gruppo montiano capitanato dal giuslavorista Pietro Ichino. Ma la proposta è uscita dalla bozza e Scelta Civica si è affrettata a precisare che "la riforma sarà presentata nei prossimi giorni e non conterrà alcun taglio delle vacanze scolastiche".

Segno ancora una volta che la proposta, che negli anni era già stata provata ad essere introdotta, fa ancora molto discutere. La protesta dei sindacati della scuola di fronte all'anticipo della bozza di lavoro è stata infatti immediata. Nonostante nel documento fosse precisato che la misura "non vuole aggravare il lavoro degli insegnanti" ma favorire i genitori lavoratori, i sindacati hanno subito protestato. "Non è quel che serve alla scuola" si affretta a commentare il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna ed anche dalla Cisl il segretario generale del comparto Francesco Scrima, dubita che "tra le urgenze della scuola ci sia quella di intervenire sulle vacanze". Il Partito democratico, al contrario, si attesta la paternità della proposta. Monti "ripropone ricette Pd respinte dal suo governo" fa notare Francesca Puglisi, responsabile scuola dei democratici. Ma non sarà solo la scuola a far discutere quella che sarà la proposta sul lavoro di Monti.

Salvo ulteriori correzioni, la proposta sul lavoro conferma l'impostazione già anticipata nei giorni scorsi e preannuncia altre novità anche in materie diverse dalla contrattazione. Che resta comunque, il cuore della riforma. Nella bozza di lavoro si precisa che quella che dovrà essere presentata sarà una riforma del lavoro che non guardi ad una "revisione della nuova disciplina dei licenziamenti individuali", ma che punti a sperimentare soluzioni più flessibili, partendo da quanto è consentito dall'articolo 8, quello sulle deroghe contrattuali,che ha effetti anche sul recesso dal rapporto di lavoro. Un argomento, quello delle deroghe, che ha sempre fatto discutere molto la Cgil. La proposta, se verrà confermata questa parte della bozza, si discosta dalla proposta di "contratto unico a tutela crescente" ed auspica anzi "opportune forme nuove di lavoro autonomo o parasubordinato, a condizione che non nascondano modalità elusive del lavoro subordinato".

Nella proposta in discussione si parla anche di riformare la rappresentanza sindacale ma si chiarisce che "al sindacato minoritario, al di sopra della soglia minima prevista dall'accordo interconfederale, deve essere garantita la rappresentanza in azienda anche se non firma l'accordo". Una precisazione che fa pensare alla questione scoppiata tra la Fiat e la Fiom. Al di là del lavoro e della contrattazione, il documento prevede anche misure per favorire il lavoro giovanile, con l'adozione di un piano straordinario, e quello femminile, con la creazione, ad esempio, del welfare aziendale e l'immissione di voucher per di anziani e non autosufficienti da parte di bandanti. Potrebbe arrivare anche una stretta sul lavoro pubblico. L'obiettivo è quello di "far sentire il più possibile ai politici e ai dirigenti delle strutture pubbliche il fiato dell'opinione pubblica sul collo e vigilare contro l'ingerenza indebita dei politici nella gestione, offrendo una sponda solida ai dirigenti più corretti e professionalmente dotati". Per garantire un miglioramento della pa e la sua misurazione in termini di raggiungimento di determinati target: "A quelli che, pur in presenza di adeguati poteri, mancheranno l'obiettivo in misura grave dovrà essere revocato l'incarico dirigenziale" è la proposta al momento allo studio. I gruppi di lavoro che stanno mettendo a punto le proposte economiche sono ancora al lavoro: questa sera se ne sta riunendo uno e mercoledì prenderà il via quello sulle proposte per le famiglie.

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