Lunedì, 25 Marzo 2019
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CETRARO

Gli inquirenti
non escludono
l’atto doloso

cetraro, Calabria, Archivio

  «Il Porto non si tocca». Il sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, dopo l’incendio delle due imbarcazioni difende a spada tratta la “sua” città. E si affida con fiducia agli inquirenti anche ieri al lavoro fin dalle prime luci dell’alba. Nessuna pista è esclusa. L’incendio divampato nel porto di Cetraro potrebbe essere di natura dolosa oppure dovuto a un semplice corto circuito. La polizia giudiziaria del commissariato di Paola, guidata dall’i s p e t t ore capo, Giuseppe Sciacca, che sta lavorando sul caso ha al vaglio diverse ipotesi. Ma se dietro a tutto questo c’è la mano dell’uomo sarà necessario approfondire. Perché in tal caso potrebbe riaprirsi una nuova stagione di intimidazioni. Ieri è stata una mattinata di lavoro per la scientifica e la Digos del commissariato di Paola supportati dal capo di prima classe dalla Capitaneria di Porto, Giovanni Pugliese. Non sono state trovate taniche di benzina ma la scena era fortemente “inquinata” e del resto può anche essere che questi, se presenti, siano andati in fiamme. Adesso le attenzioni sono concentrate sui video e su quello che sarà estrapolato dalle telecamere presenti nell’area portuale. Titolare delle indagini è il pm del Tribunale di Paola, Camoteca.

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