Martedì, 18 Settembre 2018
'NDRANGHETA LIGURIA

Operazione Svolta
Primi interrogatori

'ndrangheta, marcianò, Calabria, Archivio
carcere genova

Nell'imponente ordinanza di custodia cautelare sono molti gli aspetti rivisitati dal giudice sulle carte fornite dai carabinieri coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia. Dai rapporti che la 'ndrina teneva con alcuni sindaci ed ex sindaci della zona, alcuni dei quali sono indagati, con un ex vicesindaco e con un consigliere regionale tutti di area centrodestra, fino ai 'favorì che venivano concessi agli imprenditori che avevano bisogno di aiuto, episodi di usura, presunti contatti con non meglio identificati magistrati, amicizie compiacenti di un poliziotto (il quale, incontrando un membro della 'ndrina, lo prega di ''non baciarlo qui, sotto le telecamere") e di un finanziere. In generale, il giudice dipinge un affresco di potere che la cosca avrebbe esercitato sul territorio che portava gli affiliati a lucrare grazie a usura, estorsione, millantato credito e truffe, appalti. Il giudice cita più di un episodio del potere esercitato da Giuseppe Marcianò e dai suoi sodali. Tra questi, quello di un imprenditore che si rivolge al boss per 'sfrattare' l'inquilino moroso. Marcianò in persona mandò a chiamare l'inquilino che da lì a poco pagò l'imprenditore e lasciò l'appartamento. Un altro episodio riguarda lo zio di un consigliere regionale del Pd che telefonò a Marcianò per giustificare il fatto che il nipote aveva più volte denunciato la presenza della criminalità organizzata in quelle zone: "Gliel'ho detto - si legge sull'ordinanza che riporta l'intercettazione telefonica -, fermati lì, piantala... e lui? chiacchiera di nuovo". (ANSA).

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